Nazzareno Quadrumani

Nazzareno Quadrumani

Maresciallo motorista Medaglia d’Oro al V.M.

Nazzareno Quadrumani nacque a Montefalco (PG) il 3 dicembre 1919.
Si arruolò nell’Accademia Militare in qualità di allievo specialista nel 1939. Promosso Maresciallo di terza classe nell’ottobre del 1957, partecipò dal 1940 al 1942, ad operazioni di guerra nel Mediterraneo ed in Africa settentrionale.

Decorato con due Croci al Merito di Guerra, gli fu concesso, inoltre, la Croce di anzianità di servizio.

La mattina dell’11 novembre 1961, due C119 da trasporto della 46ª Aerobrigata di Pisa con le insegne dell’Onu atterrano nel minuscolo aeroporto di Kindu a confine con il Katanga, dove è in corso una sanguinosa guerra civile. Al termine dello scarico delle merci per aiuti umanitari i due equipaggi italiani si dirigono verso la vicina mensa della guarnigione ONU dove, inaspettatamente, vengono sorpresi da militari congolesi ammutinatisi. Nell’aggressione uno degli ufficiali, il medico, viene ucciso, gli altri vengono trascinati nella prigione della città. Lì sono brutalmente trucidati.
Questi i nomi degli aviatori uccisi, ai quali nel 1994 fu assegnata la medaglia d’oro al valor militare alla memoria.

Equipaggio del C-119 India 6002 (nominativo radio «Lyra 5»)

  • Maggiore pilota Amedeo Parmeggiani 43 anni, di Bologna
  • Sottotenente pilota Onorio De Luca 25 anni, di Treppo Grande (UD)
  • Tenente medico Paolo Remotti 29 anni, di Roma
  • Maresciallo motorista Nazzareno Quadrumani 42 anni, di Montefalco (PG)
  • Sergente Maggiore montatore Silvestro Possenti 40 anni, di Fabriano (AN)
  • Sergente elettromeccanico Martano Marcacci 27 anni, di Collesalvetti (LI)
  • Sergente marconista Francesco Paga 31 anni, di Pietrelcina (BN)

Equipaggio del C-119 India 6049 (nominativo radio «Lyra 33»)

  • Capitano pilota Giorgio Gonelli 31 anni, di Ferrara
  • Sottotenente pilota Giulio Garbati 22 anni, di Roma
  • Maresciallo motorista Filippo Di Giovanni 42 anni, di Palermo
  • Sergente Maggiore Nicola Stigliani 30 anni, di Potenza
  • Sergente Maggiore Armando Fabi 30 anni, di Giuliano di Roma (FR)
  • Sergente marconista Antonio Mamone 28 anni, di Isola di Capo Rizzuto (KR)

Le salme furono trasportate in Italia e sepolte nel Sacrario di Pisa, dedicato ai «Caduti di Kindu». Sulle porte c’è questa epigrafe: «Fraternità ha nome questo Tempio che gli italiani hanno edificato alla memoria dei tredici aviatori caduti in una missione di pace, nell’eccidio di Kindu, Congo 1961. Qui per sempre tornati dinnanzi al chiaro cielo d’Italia, con eterna voce, al mondo intero ammoniscono. Fraternità».

Ai 13 Caduti è stata conferita la Medaglia d’Oro al Valor Militare con la seguente motivazione:

“Membro dell’equipaggio di un velivolo impegnato in una missione di trasporto aereo nel quadro della partecipazione italiana all’intervento di intermediazione delle Forze dell’ONU nell’Ex-Congo, consapevole dei pericoli cui andava incontro, ma fiducioso nei simboli dell’Organismo internazionale e convinto della necessità di anteporre la costruzione della nascente Nazione all’incolumità personale, sopraffatto da un’orda di soldati sfuggiti al controllo delle forze regolari, percosso gravemente sotto la minaccia delle armi, pur protestando la nazionalità italiana e la neutralità delle parti, preso in ostaggio, veniva fatto oggetto di continue nuove violenze e barbaramente trucidato, offrendo la propria vita per la pacificazione dei popoli e destando vivissima commozione nel mondo intero. Luminoso esempio di estrema abnegazione e di silenzioso coraggio fino al martirio.”

Kindu, 11 novembre 1961